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PA Digitale, pronti 4,6 miliardi da distribuire alle Regioni

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Lo sviluppo del progetto PA Digitale, per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, entra nel vivo. Obiettivo: un salto in avanti nell’efficienza dei servizi pubblici. Ma bisogna agire concretamente per evitare la paralisi.

Echo Sistemi, articolo sulla PA Digitale

Innovazione, semplificazione, efficienza

Questa volta sembra che si faccia sul serio, per lo sviluppo di PA Digitale sono pronti 4,6 miliardi.

L’accordo è stato siglato tra le Regioni, alle quali verranno indirizzati i fondi, e lo Stato, che si incaricherà dello stanziamento.

L’obiettivo dichiarato è di fornire al cittadino servizi innovativi, efficienti e meno soggetti a intralci burocratici, soprattutto in ambito sanitario.

Il Mezzogiorno in prima fila

La prima Regione ad aderire è stata l’Abruzzo, alla quale seguiranno a breve anche Puglia, Sardegna, Emilia-Romagna e Calabria.

È chiaro come si stia svolgendo un tentativo di rimettere al passo del resto del Paese anche le Regioni più svantaggiate, proprio partendo da queste ultime per lo sviluppo di PA Digitale nel segno della digitalizzazione e dell’innovazione.

Un nuovo modo di intendere gli investimenti

A fare da garante tra lo Stato e le Regioni sarà l’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, che avrà il ruolo di garantire che il denaro venga speso in maniera coerente e per investimenti coordinati.

Infatti, paradossalmente, i tentativi di investire nell’innovazione sono stati vani proprio per la mancanza di coordinazione e la ridondanza degli investimenti.

L’AgID, di concerto con il Team Digitale si propone proprio di andare a ovviare a queste inefficienze, fornendo inoltre consulenza tecnica per garantire che gli investimenti siano effettuati correttamente.

Scongiurare il rischio paralisi

Tuttavia le ombre in questo progetto non mancano. La fase di incertezza politica appena superata si è tradotta anche in una fase di incertezza per il futuro della digitalizzazione del Paese.

I vertici dell’AgID e del Team Digitale, il cui mandato è di prossima scadenza, non sono ancora stati rinnovati. Se il loro mandato dovesse scadere, i lavori si fermerebbero per mesi o, nella peggiore delle ipotesi, anche anni.

La sfida del nuovo Governo è proprio quella di scongiurare la paralisi e garantire il completamento di PA Digitale, al fine di garantire al cittadino uno strumento pensato e progettato con attenzione per rapportarsi in maniera efficiente con la Pubblica Amministrazione.

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