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Fatturazione elettronica B2B: cronaca di una rivoluzione digitale

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La dematerializzazione dello scambio delle informazioni nei processi aziendali e nella Pubblica Amministrazione guiderà la quarta rivoluzione industriale.

Going Paperless. Quello che potrebbe segnare soltanto l’ingresso dell’ennesimo inglesismo nella nostra lingua è in realtà la parola chiave di un processo che potrebbe davvero guidare le aziende e il relativo task environment verso l’uscita dalle secche di una ripresa che spesso si rivela essere lenta e farraginosa.

Ma cosa significa esattamente Going Paperless? A un primo esame potrebbe riguardare l’eliminazione, già di per sé positiva, dei famigerati “faldoni”, emblema polveroso della lentezza burocratica; diventare paperless, però rappresenta molto di più, perché la digitalizzazione va ad incidere profondamente sull’intero processo aziendale, con una conseguente riduzione dei costi di gestione.

Un primo passo è stato già compiuto da parte della Pubblica Amministrazione, il cui sistema di fatturazione elettronica è ormai consolidato e funzionante.

La sfida si sposta adesso nel campo delle fatture tra privati, il cosiddetto B2B. Se da un lato, l’obbligatorietà della fatturazione elettronica tra privati risulta essere per molti aspetti una chimera, perché avversata sia dalla Commissione Europea (che la ritiene soltanto una possibile alternativa ma non una scelta obbligatoria) sia da una buona fetta di aziende, dall’altro risulta essere una necessità ormai inderogabile.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze sostiene infatti che attraverso la fatturazione elettronica sarebbe possibile ridurre il tax gap (cioè il differenziale tra l’IVA dovuta e quella realmente pagata) di svariati punti percentuali, in modo da non rendere necessario un ulteriore aumento dell’Iva. Tenendo conto che nell’ultimo DEF l’ammontare del tax gap IVA è stato indicato in 40 miliardi di euro, il ricavo potrebbe davvero essere consistente.

I possibili vantaggi della fatturazione elettronica B2B non si esauriscono qui. Anche per le imprese, l’abbandono della fatturazione cartacea tradizionale può avere profondi effetti nelle politiche di contenimento dei costi.

La gestione tradizionale si compone infatti di una serie di fasi manuali caratterizzate dalla compilazione dei documenti cartacei e della correzione degli inevitabili errori commessi; tutto ciò di traduce in uno spreco di tempo e di risorse che potrebbero invece essere impiegati in maniera più strategica. Si è stimato che il solo ciclo passivo, ad esempio, può arrivare a costare anche 7 € per ogni fattura.

Una gestione automatizzata e paperless potrebbe portare a un abbattimento dei costi che ammonterebbe fino al 75%: un risparmio talmente consistente da apparire come una vera boccata d’ossigeno in termini di massimizzazione dell’efficienza delle attività aziendali.

L’auspicio è che vi sia, da una parte, una visione lungimirante da parte del legislatore, il quale è chiamato a dirigere la sua azione verso l’efficientamento del sistema contributivo, e, dall’altra, la giusta predisposizione al cambiamento da parte delle aziende, le quali sono chiamate ad abbandonare pratiche consolidate che non risultano essere più economicamente sostenibili.

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